Con occhi limpidi

Un'esperienza di formazione con l'osservazione raccontata dalle educatrici
 

Abbiamo provato a raccontare il percorso di formazione con l’osservazione, un metodo per imparare a saper vedere i bambini, per fare l’esperienza dell’apprendere a sentire e a pensare, trasformando la routine e il fare educativo in “un fare pensato e un sentire condiviso” (G. Mazzoncini) all’interno di un gruppo di lavoro.

 

Vorrei ora lasciare spazio alle educatrici protagoniste di questa esperienza, a un anno dall’inizio del percorso intrapreso.

 

Maria Grazia: “Per conoscere un bambino è necessario guardarlo, ma guardare un bambino non è facile, spesso i nostri occhi guardano solo ciò che sono abituati a vedere…Potremmo chiamare il percorso che abbiamo iniziato – Uno sguardo sullo sguardo -”

 

Roberta: “La tipologia di lavoro che svolgo mi impedisce di essere fuori dalla relazione. L’affetto che nasce per un bambino è ciò che rende il mio lavoro unico. Il coinvolgimento è inevitabile, l’importante è rendersene conto”.

 

Laura F: ”A volte noi educatrici tendiamo a dare delle risposte ai comportamenti dei bambini, poiché conoscendoli tendiamo a prevedere le loro azioni, invece il fatto di dover scrivere solo ciò che il bambino faceva, ha aperto tante riflessioni nel gruppo. Avere sentito opinioni e punti di vista diversi da persone non coinvolte personalmente nella mia realtà lavorativa, mi ha permesso di rivedere con altri occhi, alcuni aspetti del comportamento del bambino che ho osservato.

 

Alessandra: “L’osservazione mi ha permesso di vedere il legame esistente tra me e il bambino che ho osservato: come i movimenti, i giochi, le parole sue e mie cambiavano e cambiano in relazione all’altro. Questo mi ha portato a riflettere su quanto la relazione sia importante in questo lavoro e quanto poca attenzione le viene prestata. Confrontarsi e poter ascoltare le osservazioni delle altre partecipanti, mi ha permesso di osservare con occhi diversi dai miei, di vedere situazioni analoghe ma differenti, di poter sentire pareri diversi, di calarmi in nuove realtà e di poter conoscere, anche se solo in parte, nuovi bambini e nuove educatrici."

 

Sara: “Il percorso di osservazione mi è servito a capire che bisogna imparare a guardare il bambino con “occhi limpidi”, non oscurati dall’idea che ci siamo fatti di lui, liberando la nostra mente dai pregiudizi, senza giudicare.”

 

Laura: “Pur non esprimendosi a parole, ho potuto notare quanto ogni bambino attraverso gesti, espressioni, movimenti, comportamenti, giochi, comunichi, affinché possa trovare in noi che lo osserviamo, un buon interlocutore…All’inizio del percorso, ho incontrato un po’ di difficoltà a trovare il momento più opportuno per “fermarmi” ed osservare. Col tempo ho imparato che potevo osservare anche senza fermarmi…”

 

Lorena: “La cosa più difficile è stato imparare ad osservare il momento così come si svolge, in maniera naturale, evitando di anticipare gli eventi o di modificarli secondo la mia opinione personale.”

 

Elisa F: “Il percorso di osservazione mi ha dato una spinta emotiva ad affrontare il mio lavoro con entusiasmo e voglia di mettermi in gioco.

 

Elisa I: “Grazie all’aiuto del gruppo, mi sono resa conto di quanto fosse davvero importante stare ed osservare semplicemente cosa accadeva. Questo mi ha permesso di vedere con occhi nuovi il bambino che ho scelto di osservare, e alle sue emozioni, anche a quelle più faticose e dolorose, di raggiungermi, di attraversarmi, facendomi vivere quell’esperienza fino in fondo. Credo che la vera ricchezza in questa tipologia di osservazione sia il gruppo di lavoro, più persone che insieme portano punti di vista diversi e ti aiutano a leggere i comportamenti del bambino e le tue stesse reazioni.”

 

Rita: “Sono rimasta colpita da quanto le osservazioni sui bambini siano state influenzate inizialmente dalle informazioni acquisite nei colloqui preliminari o durante l’inserimento…il lavoro di osservazione mi ha aiutata a capire meglio me stessa e l’intensità dei miei sentimenti nei confronti del bambino osservato.”

 

Vittoria: “Osservare a fondo giorno dopo giorno un bambino, è stato come fare un viaggio dentro me stessa e mi ha permesso di scoprire un mio lato più sensibile, nascosto, aiutandomi ad entrare in sintonia con il bambino e con tutto il gruppo.”

 

Francesca: “Nel nostro modo di osservare, ci siamo noi, il nostro stile educativo, tutto racchiuso in poche righe…Alla fine degli incontri di gruppo, l’osservazione portata a turno da ciascuna educatrice, sembrava essersi arricchita, un po’ come se i protagonisti (il bambino e l’educatrice), si fossero animati dopo lo scambio di pensieri tra di noi, prendendo una forma nuova e trasportandoci dentro la situazione osservata. Il gruppo è stato così un vero motore di pensieri, favorendo riflessioni e regalando sguardi nuovi.”

 

Dr.ssa Marinella Galante

 

Asilo Nido Bulli e Pupe (Varese):

Rita, Roberta e Sara

 

Asilo Nido Il giardino delle coccole (Masnago):

Elisa F, Francesca, Laura e Mariagrazia

 

Asilo Nido Il Villaggio dei piccoli (Caronno Pertusella):

Elisa I.

 

Asilo Nido La Fiaba (Biandronno):

Alessandra, Laura F. e Lorena

 

Asilo Nido Raggio di sole (Lonate Pozzolo):

Vittoria

 

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